mercoledì 3 aprile 2013

Torta papaveri



Se dico "papaveri" qual è la prima cosa che vi viene in mente?
Forse quel motivetto che fa: "..lo sai che i papaveri son alti alti alti e tu sei piccolina.."

Oppure avete stampata nella mente l'immagine di quelle distese di campi rossi che creano i papaveri durante una passeggiata in campagna quando la primavera lascia il posto all'estate, no?

Invece la prima cosa che a cui penso io è Morfeo.
Proprio lui, figlio della Notte, il dio del sonno che sfiora le palpebre dei dormienti con i petali dei papaveri rossi per donare illusioni e sogni realistici.
Penso all'oppio e alla morfina, sostanze capaci di indurre labili stati di iperattività che si tramutano in stati di sonnolenza e oblio.
Non c'è fiore più semplice eppur misterioso allo stesso tempo.
E' capace di fiorire ai bordi delle strade o di ricoprire intere distese di campi incolti ma se lo strappi dalla terra lo vedrai appassire e morire tra le tue mani in meno di un'ora. 
Il colore della luce, il bianco, contrapposto all'assenza di colore, il nero rappresentano lo sfondo adatto a far risaltare anche il meraviglioso color vermiglio del fiore dipinto e tridimensionale, nonché regalare un'aura speciale alla torta che vuol essere un inno al fiore dei sogni.

  • Red Velvet Cake
  • Copertura in pasta di zucchero
  • Fiori dipinti a mano libera
  • Papavero realizzato in pasta di gomma senza stampi e venatori in silicone
  • Ispirata ad un lavoro di Bubolinkata